The imitation game (no, non si parla del film)

The imitation game (no, non si parla del film)

Se nella vita segui sempre gli altri non arriverai mai primo


Come avrai notato oggi ho iniziato l’articolo con una citazione, cosa abbastanza rara su questo sito, perché rende perfettamente l’idea dell’argomento che voglio trattare.
Ma, come quasi sempre accade, prima di entrare nel vivo ti voglio raccontare la storia di vita vissuta che ha ispirato l’articolo odierno e soprattutto il titolo.

La storia (recente) del parcheggio a Milano

Nei giorni scorsi sono andato in macchina a trovare un amico in una zona che generalmente offre poco parcheggio già sicuro di dover fare più di un giro dell’isolato per trovare posto. Per questo motivo, quando da lontano ho intravisto un sacco di spazio libero, mi sono stupito e mi è sembrato troppo bello per essere vero. Avvicinandomi ulteriormente ho subito notato che si, c’erano almeno una decina di posti liberi, ma che questo non era dovuto ad un’insperata botta di fortuna ma alla presenza dei classici segnali di lavori in corso e di temporaneo divieto di sosta.
Il primo pensiero, quello istintivo, è stato di proseguire e cercare un altro parcheggio ma, dopo ben 5 secondi passati a riflettere sul da farsi, ho pensato “Siamo sicuri che i lavori in corso ed il divieto di sosta siano relativi proprio ad oggi?!?!”. Ho quindi messo le quattro frecce e sono sceso dalla macchina per leggere gli avvisi attaccati ai segnali stradali e mi sono reso conto che i lavori sarebbero iniziati il giorno dopo, e che quindi potevo tranquillamente parcheggiare.
Già questo primo episodio è servito a farmi riflettere su come fosse incredibile che nessuno avesse messo la macchina in quei comodi parcheggi solamente perché c’era un divieto, senza controllare che fosse effettivamente attivo, ma il bello è venuto dopo.
Terminata la mia visita (circa una mezz’ora dopo) sono tornato alla macchina e, sorpresa, tutti i posti erano magicamente pieni di macchine. Laddove fino a mezz’ora prima nessuno voleva parcheggiare adesso c’era il pienone.

Per invertire la tendenza è bastato che una sola persona parcheggiasse perché in automatico tutti gli altri lo seguissero. E sono convinto che, così come fino a pochi minuti prima nessuno si sforzava di leggere il cartello pensando “se nessuno ha parcheggiato allora non si può”, allo stesso modo la maggior parte delle persone pochi minuti dopo avrà iniziato a pensare “se qualcuno ha parcheggiato allora si può”.
Ed è facile capire come, al di la del risultato finale (il fatto che si potesse parcheggiare) i ragionamenti sono errati allo stesso modo perché in ogni caso le decisioni circa le proprie azioni sono state delegate ad altre persone, in questo caso addirittura a degli sconosciuti, e non all’effettiva realtà dei fatti. Chi non ha controllato prima che io parcheggiassi ha fatto della strada in più che si sarebbe potuto tranquillamente risparmiare, e chi non ha controllato dopo il mio parcheggio ha rischiato inutilmente una multa.

Perché tu ed io, forse, non siamo troppo diversi

Forse stai pensando che tu sei diverso, che per te non è così, che tu ragioni al 100% con la tua testa. Ma, mi spiace deluderti, questo meccanismo è molto radicato in ogni persona, ed è quello che viene utilizzato dalle aziende per vendere i prodotti grazie alla pubblicità e ai testimonial. E sebbene crediamo tutti di non essere influenzati dal ragionamento “Se quel prodotto lo compra quel personaggio famoso allora lo devo prendere anch’io” la realtà dei fatti è ben diversa. Addirittura in certe pubblicità il testimonial non è nemmeno una persona famosa, ma vengono “intervistati” dei perfetti sconosciuti, che sappiamo bene essere degli attori e che decantano le qualità del prodotto pubblicizzato fingendo di essere dei normali consumatori. E, seppur possa sembrare assurdo, come spiega Robert Cialdini nel libro “Le armi della persuasione – Come e perché si finisce col dire sì” anche delle testimonianze così palesemente finte funzionano, perché a livello inconscio il nostro cervello immagazzina l’informazione come se fosse reale. Certo non compriamo quel prodotto perché ce lo dice un perfetto sconosciuto, ma quando lo vediamo sugli scaffali lo riconosciamo comunque come “prodotto familiare”, aumentando le possibilità che finisca nel nostro carrello. E la riprova del bisogno che abbiamo di seguire ed imitare il prossimo è che le multinazionali spendono milioni e milioni di euro in pubblicità di questo tipo ormai da tantissimi anni (e che nelle serie tv o nei programmi cominci ci sono quelle fastidiose risate registrate, che tutti trovano insopportabili ma che continuano ad essere inserite in sottofondo).

Abbiamo visto in un articolo precedente come preconcetti e pregiudizi influenzino la nostra vita di tutti i giorni ed in un certo senso lasciare ad altri le decisioni che dovresti prendere tu ha delle conseguenze simili, perché non ti porta ad ottenere il risultato migliore per te stesso e per i tuoi obiettivi. Che siano banali come parcheggiare vicino al luogo in cui ti stai recando o più complessi come decidere di metterti in proprio ed aprire la tua attività e guadagnare con Internet.

Consigli pratici per prendere in mano la tua vita

Lo ammetto, forse questo sottotitolo è un po’ esagerato, ma se vuoi iniziare ad essere tu la persona che gli altri seguono e non viceversa non devi fare altro che muoverti per primo, dare l’esempio ed iniziare a “fare”. E se quello che vuoi realizzare non è mai stato fatto o va al di fuori degli schemi comuni inizialmente non ti aspettare il supporto degli altri, perché quello non lo otterrai fino a quando non ce l’avrai fatta, allora saranno tutti pronti a salire sul carro del vincitore. Quindi fregatene del consenso delle persone e vai per la tua strada, dimostra che hai ragione e gli altri ti seguiranno. Se hai letto il libro che ti ho consigliato qualche mese fa “Sulla Strada Giusta” di Francesco Grandis vedrai come anche lui, nel momento in cui ha rinunciato al suo lavoro a tempo indeterminato per girare il mondo, non ha ricevuto grandi appoggi… Ma con il passare del tempo è riuscito a far ricredere molte persone ed è diventato fonte di ispirazione per tantissimi ragazzi. Ma questo è avvenuto quando “ce l’ha fatta”, non prima e forse nemmeno durante il suo percorso.
Ed è per questo motivo che non devi delegare le tue decisioni al “sapere comune”, perché in quel caso stai rinunciando a decidere e stai lasciando che i tuoi futuri successi o insuccessi dipendano dalle scelte e dai pensieri di altre persone. Per farti un esempio molto semplice se tu avessi un lavoro a tempo indeterminato con un buono stipendio e un giorno ti venisse la famosa “idea del secolo” la maggioranza delle persone intorno a te molto probabilmente ti direbbe di lasciare perdere, che mollare un lavoro a tempo indeterminato per inseguire un sogno è una follia.. Etc. etc. etc. e tu avresti buttato via l’idea che poteva cambiare tutta la tua vita.

Conclusioni

Come sempre questi consigli non servono per spingerti a dare le dimissioni per aprire un bar sulla spiaggia di Copacabana, ma semplicemente per dirti che ragionare con la tua testa è l’unico modo che hai per non vivere di rimpianti. Nel mio ebook gratuito “Perché falliamo” ti spiego come fare per pianificare i tuoi futuri tentativi, nel percorso che può portarti ad avere successo, magari dopo aver sperimentato uno o più fallimenti. I tuoi successi e i tuoi fallimenti.

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