Le strane domande dei colloqui di lavoro - Perché vengono fatte e come rispondere

Le strane domande dei colloqui di lavoro: perché vengono fatte e come rispondere

Se nella tua vita hai fatto più di un colloquio di lavoro ti sarà sicuramente capitato di trovarti di fronte a qualche domanda imprevista, che ti ha lasciato senza parole per qualche secondo. E magari ti stai preparando per un colloquio imminente e hai paura che una di queste domande “a trabocchetto” possa saltare fuori anche questa volta.

Non mi riferisco solo alle classiche domande “dove si vede tra 5 anni?” o qualche altra domanda comunque legata alla tua carriera lavorativa. Parlo di quelle domande che, apparentemente, non hanno nulla a che vedere con la posizione lavorativa per la quale ti sei candidato.

Eccoti subito alcuni esempi concreti:

Quante panchine ci sono a Milano?

Devo andare in vacanza con mia moglie, che posto mi consiglia?

Che tempo fa oggi a New York?

Queste sono solo alcune tra le tantissime domande che sembrano senza senso e ti potrebbero fare durante un colloquio di lavoro.

Perché vengono poste? Come rispondere al meglio?

Vediamolo subito.

Perché i tombini sono rotondi?

Quella che hai appena letto è una delle domande che Jeff Bezos, il famosissimo CEO e fondatore di Amazon, pone ai candidati durante i colloqui di lavoro.

Perché lo fa?

Sicuramente non perché gli serva la risposta esatta. La spiegazione del perché i tombini sono rotondi può essere un interessante aneddoto per la “Settimana Enigmistica” ma non è di certo una nozione indispensabile per lavorare in Amazon. Eppure viene posta a potenziali futuri dirigenti di Amazon per due semplici motivi:

  • è una domanda che "spiazza"
  • mostra come un candidato ragiona di fronte a situazioni sconosciute

Quindi l’effetto che il buon Jeff vuole ottenere è quello di disorientare il proprio interlocutore, mettendolo di fronte ad un quesito che sicuramente non aveva preso in considerazione mentre preparava l’imminente colloquio con Amazon.

Quindi se ti dovesse capitare di ricevere una domanda simile non pensare che il tuo intervistatore abbia perso la testa o che si stia prendendo gioco di te, tutt’altro. Vuole solo capire come ragioni e come reagisci di fronte all’imprevisto.

Ok dirai tu, ma come rispondere a questo tipo di domande?

Quanti abbonati ci sono sulla guida del telefono di Roma?

A scuola ti è stato insegnato che le risposte che portano ad un risultato positivo (il buon voto) sono solo quelle corrette. Fortunatamente nel mondo del lavoro non sempre è così, per un motivo molto semplice: difficilmente è possibile giungere alla soluzione esatta e bisogna cercare di trovare la soluzione migliore.

Questa necessità di dare la risposta corretta per poter ottenere un risultato positivo è però talmente radicata in ogni persona che, se ti dovessero porre una domanda come quella appena riportata, potresti rimanere confuso e senza parole.

Inconsciamente potresti pensare che per fare bella figura ed essere assunto dovrai riuscire a rispondere con il numero esatto. Invece puoi stare tranquillo: a nessuno importa che tu conosca questo dato e, paradossalmente, se per uno strano scherzo del destino avessi letto la risposta corretta sul giornale proprio quella mattina non servirebbe a nulla rispondere 365.420 (non andare a controllare, il numero me lo sono inventato).

Quello che dovrai fare è usare i dati a tua disposizione per cercare di arrivare a formulare una risposta che abbia una logica ed un ragionamento alle spalle.

Potresti quindi rispondere che Roma ha circa 3 milioni di abitanti, che il nucleo familiare medio è composto da 2 persone circa e che quindi ci sono circa 1.5 milioni di potenziali abbonati. Puoi stimare che il 70% dei potenziali abbonati abbia il telefono fisso a casa e che il 90% di questi decida di apparire sulla guida telefonica.

Se anche ad un certo punto non riuscissi a fare i calcoli a mente, o se non fossi sicuro del numero esatto di abitanti di Roma, non ti preoccupare. Con una risposta di questo tipo hai mostrato di saper portare avanti un ragionamento con una propria logica ed è questo che le aziende cercano: persone che sappiano ragionare con la propria testa.

Per fare i calcoli esatti ci sono le calcolatrici ed i fogli Excel, così come per conoscere i dati esatti c’è Internet.
Per ragionare ed arrivare a delle soluzioni, invece, un’azienda ha solo la testa dei propri dipendenti.

Conclusioni

Riassumendo, se ti dovessi trovare di fronte ad una domanda apparentemente strana o comunque senza collegamento con la posizione di lavoro per la quale ti sei candidato:

  • non perdere la calma: la domanda ti è stata fatta proprio perché non puoi conoscere la risposta esatta
  • cerca di recuperare le informazioni che ti possono aiutare ad arrivare ad una risposta (nell'esempio di prima il numero di abitanti di Roma etc.)
  • condividi il tuo ragionamento con l'interlocutore, rendendolo partecipe di tutti i passaggi logici e cerca di trovare la risposta migliore possibile, non quella esatta

Così facendo mostrerai di essere in grado di ragionare con la tua testa e soprattutto di non andare in difficoltà di fronte a situazioni potenzialmente stressanti ed impreviste.

Un ottimo esempio è la risposta, molto semplice seppur sbagliata, che un candidato ha fornito a Jeff Bezos alla domanda “Perché i tombini sono rotondi?” e che gli ha permesso di essere assunto.

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A presto!

Alessandro

®RIPRODUZIONE RISERVATA

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