Smettila di lamentarti - La storia (vera) di Jon

Smettila di lamentarti – La storia (vera) di Jon

Chiunque abbia deciso di intraprendere un percorso di crescita personale sa benissimo come smettere di lamentarsi sia il primo passo per iniziare il proprio cammino, l’equivalente dell’allacciarsi le scarpe prima di mettersi in viaggio.
Prova a pensare quante volte nella tua vita, davanti a delle difficoltà o a degli eventi poco fortunati, hai sprecato del tempo a lamentarti di quanto il mondo fosse ingiusto e altre amenità simili quando invece avresti potuto fare qualcosa di costruttivo. Magari il mondo e la vita sono stati veramente ingiusti in quelle circostanze, ma questo non è un buon motivo per lamentarsi o per decidere di non agire.
Non sei convinto? Pensi che se le cose vanno male, se la vita prende una piega sbagliata tutto sommato sia più che legittimo fermarsi a perdere tempo lamentandosi e piangendosi addosso?
Allora ti racconterò la storia di Jon, vediamo se dopo averla letta la penserai ancora allo stesso modo.

LA STORIA (VERA) DI JON

Prima di iniziare con il mio racconto ti dico che la storia di Jon la puoi trovare, raccontata direttamente da lui (in inglese), a questo link. Se invece pensi di non riuscire a comprenderla in lingua originale continua pure la lettura (e magari leggi questo articolo per superare le tue paure ed iniziare a parlare inglese).
La storia di Jon, almeno in apparenza, è una di quelle storie che puoi trovare abbastanza spesso in Internet, ed inizia con il protagonista che scrive direttamente dal suo appartamento vista mare in Messico e racconta di come ce l’abbia fatta a staccarsi dal lavoro routinario di ogni giorno per trovare la propria libertà, finanziaria e di vita.
A dare la prima scossa alla vita di Jon e a portarlo su questa strada è un incidente in macchina che lo costringe per 3 mesi a letto, e lo porta a riflettere su come stia sprecando il proprio tempo in un lavoro che non ama e che gli ruba la maggior parte della sua giornata e delle sue energie. Il passo verso le dimissioni e verso una nuova vita è inevitabile, e Jon ci racconta come sia riuscito ad aprire un blog di successo, venderlo e successivamente trovare un lavoro che potesse renderlo finalmente libero.
Fino qui tutto bellissimo, ed ancora più bella la parte della storia in cui Jon decide che non è abbastanza, che gli piacerebbe poter vivere guardando il mare e sceglie così di mollare tutto un’altra volta per trasferirsi in Messico.
Se stai pensando che si, è una bellissima storia ma niente di più, ti consiglio di continuare a leggere, perché nel suo racconto (e io nel riportarlo) Jon ha tralasciato un “piccolissimo” particolare.
Prima di trasferirsi in Messico, quando ancora viveva negli USA, Jon è stato infatti colpito da una terribile malattia che lo ha paralizzato dal collo in giù. Nella sfortuna più nera di quanto accaduto una piccola luce era data dalla sua assicurazione medica, che gli dava ogni mese quanto necessario per le spese mediche, lasciandogli una piccola somma mensile per le altre spese.
Ed è questa la parte della storia che mi ha lasciato senza parole. Jon decide infatti che una vita di questo tipo non fa per lui, che non vuole vivere dipendendo da un’assicurazione medica e che vuole essere lui a decidere del proprio futuro. Con tutte le difficoltà del caso va a vivere in Messico lasciandosi alle spalle il denaro garantito dall’assicurazione, e inizia a lavorare sui propri progetti: con successo. Ed il bello è che con il suo lavoro aiuta gli altri a realizzare i propri obiettivi, facendo da mentore e da trainer sui vari aspetti del mondo del business online. Anche con una paralisi quasi totale Jon ha deciso di sfidare un destino che sembrava essere già scritto e ha cambiato il proprio futuro.

LA MORALE DELLA STORIA DI JON

La morale di questa storia è abbastanza scontata, fino a quando non sei morto hai una possibilità di farcela, per quanto possa essere difficile hai la possibilità di decidere cosa fare del tuo futuro. Certo, ti dovrai fare un “mazzo così” perché nessuno ti regalerà nulla, dovrai fare dei sacrifici e prenderti dei rischi. Ma dalla tua ci sarà il vantaggio che di Jon al mondo ne nascono pochi, la maggior parte delle persone passeranno la propria vita a lamentarsi e ad autocommiserarsi e questo ti darà un grande vantaggio se deciderai di metterti in gioco.
Se invece stai già pensando che “in fondo Jon non aveva niente da perdere, perché in una situazione disperata è più facile trovare il coraggio di fare le cose” mi spiace dirti che stai solo trovando una giustificazione per il fatto che Jon ha deciso di provarci e tu no. Non credo che per iniziare a costruirti un futuro migliore tu possa veramente sperare di venirti a trovare in una situazione disperata quando invece potresti fare oggi il primo passo.

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