Man on top of mountain. Conceptual design.

Il segreto per raggiungere i propri obiettivi nella vita

Quante volte vedendo il successo altrui ti sei chiesto quale sia l’ingrediente segreto che ti manca per raggiungere i tuoi obiettivi?

In questo articolo ti voglio svelare questo “segreto”, e ti assicuro che non si tratta di nulla di rivoluzionario o di sconvolgente perché, come spesso accade e come ripeto molte volte nei miei articoli, le soluzioni semplici sono spesso le migliori. La vita è già complicata, quindi devi cercare di semplificartela, non di renderla più difficile.

Se ti interessi di crescita personale avrai letto milioni di volte come il primo passo per raggiungere i propri obiettivi sia quello di passare all’azione, smettendola di procrastinare e iniziando concretamente a realizzare il proprio progetto e a costruire il proprio sogno.

Tutto assolutamente verissimo e, come discusso anche nel mio ebook gratuito “Perché falliamo”, un altro aspetto fondamentale è quello di considerare il cammino verso il raggiungimento dei propri obiettivi come un percorso a “tentativi ed errori”, consapevoli del fatto che degli insuccessi e dei fallimenti sono tappe fondamentali e obbligate per riuscire ad avere successo.

Ma cosa c’è oltre a questo? Perché a parità di talento alcune persone alla fine raggiungono i propri obiettivi mentre altre non ce la fanno e abbandonano? Molte volte si sente dire che a fare la differenza è la fortuna, questa entità astratta che viene utilizzata per rendere più sopportabile il successo altrui rispetto al nostro fallimento. E se anche tu in passato ti sei dato questa spiegazione mi spiace ma hai semplicemente cercato delle scuse.

Cosa ti  serve allora per raggiungere i tuoi obiettivi?

La chiave per raggiungere i tuoi obiettivi – Affrontare le “Giornate NO”

Nella tua vita, come in quella di tutti, ci sono sicuramente giornate o periodi in cui ti senti alla grande ed in cui tutto ti riesce alla perfezione e ti sembra quasi di avere il “tocco magico”. Allo stesso modo però ci sono delle “Giornate NO“, durante le quali ti senti stanco, demotivato e non ti sembra di riuscire ad azzeccarne una.

Ecco, tutti sono in grado di performare alla grande durante le giornate del primo tipo, portando avanti nel migliore dei modi i propri progetti e ottenendo risultati. In pochi, pochissimi, sono in grado invece di essere produttivi nelle giornate del secondo tipo, quelle negative in cui tutto sembra girare storto.

Eppure, alla fine dei conti, il successo o il fallimento dei tuoi progetti dipendono da come riesci a gestire le “Giornate NO” molto di più di quanto non siano legati alle tue performance nelle giornate migliori.

Se ad esempio il tuo progetto è quello di scrivere un libro o scrivere un manuale è fondamentale che tu riesca a portare avanti il tutto secondo il piano d’azione che ti sei dato inizialmente. Se hai deciso che dedicherai alla scrittura due ore per tre volte alla settimana è importantissimo riuscire a rispettare questo planning, perché iniziare a dire “oggi non mi sento in forma, lo faccio domani” significa procrastinare ed aumentare esponenzialmente le possibilità che il progetto fallisca. Magari la prima volta hai deciso di saltare una sessione di scrittura per dei motivi tutto sommato validi, ma una volta che il tuo piano d’azione è saltato per il tuo cervello diventerà più accettabile non rispettarlo e ti ritroverai a saltare le sessioni di scrittura per motivi sempre più futili.

Capisco che ti possa sembrare un ragionamento piuttosto rigido ed estremo ma voglio riprendere un esempio che avevo fatto nel post sui buoni propositi per l’anno nuovo, quello della palestra. Se anche tu, come la maggior parte delle persone che conosco, almeno una volta nella vita hai sottoscritto l’abbonamento per una palestra prova a ricordare per quale motivo dopo un po’ hai smesso di andarci e vedrai che molto probabilmente la tua storia sarà simile a quella che racconto nel vecchio post che ti ho linkato poco fa.

Come fare quindi per gestire le “Giornate NO” e raggiungere i propri obiettivi? Vediamolo insieme.

Come gestire le “Giornate NO” – Creare delle abitudini virtuose

Se hai seguito il mio suggerimento e hai letto il libro che ti consigliavo per le ferie estive avrai avuto modo di verificare quanto siano potenti le abitudini nella vita di tutti i giorni. Addirittura persone con danni celebrali piuttosto gravi sono in grado di compiere azioni complesse procedendo “in automatico” semplicemente perché stanno portando avanti le proprie abitudini.

Per questo motivo l’unico modo veramente efficace per gestire le proprie “Giornate NO”, o addirittura interi periodi negativi, è quindi quello di crearsi delle abitudini virtuose e a queste aggrapparsi nei momenti di difficoltà.

Torniamo all’esempio precedente relativo allo scrivere un libro (ma il concetto è lo stesso per qualsiasi progetto) per il quale abbiamo detto che come piano iniziale ti eri dato lo scrivere due ore per tre volte alla settimana. A prima vista potrebbe sembrare un piano accettabile, ma il passo successivo è quello di chiederti “quali giorni della settimana dedicherò alla scrittura?“. Una volta scelti i giorni migliori è necessario definire ancora più nel dettaglio il momento della giornata nel quale ritagliarti le due ore, sulla base dei tuoi impegni e della tua giornata tipo. Se ad esempio decidessi che i giorni sono Lunedì, Giovedì e Venerdì subito dopo cena (dalle 20 alle 22) la vera sfida sarà quella di rispettare questa routine per le prime 2-3 settimane. Una volta trascorso questo periodo inizierà a diventare quasi un automatismo quello di metterti davanti al computer nei giorni prestabiliti una volta terminata la cena, anche nelle giornate che possono sembrarti peggiori. E agire in maniera così metodica ha un vantaggio ulteriore, dato dal fatto che le “ore della scrittura” diventeranno un rito non solo per te, ma anche per chi ti sta vicino. Marito, moglie, fidanzato/a e gli amici sapendo che in quel lasso di tempo non sei disponibile tenderanno a “disturbarti” molto meno di quanto non farebbero se tu non avessi definito chiaramente quanto e quando dedicarti alla tua attività.

Io ad esempio amo molto la lettura, eppure per anni sono stato in difficoltà a ritagliarmi il tempo necessario per leggere i libri che acquistavo. Qualche anno fa ho preso una decisione: avrei letto qualche pagina ogni sera prima di addormentarmi, qualsiasi cosa fosse accaduta ed indipendentemente dal mio livello di stanchezza. Per quanto banale possa essere la creazione di questa piccola abitudine mi ha permesso di tornare a leggere almeno 3-4 libri al mese, perché prima di dormire per il mio cervello è diventata quasi una necessità quella di leggere. Non importa se sono le 2 di notte, ho avuto una giornata lavorativa dura e terminato il lavoro ho dovuto badare a mio figlio di poco più di un anno (e chi ha figli sa quanto questo sia bello ma faticoso), fossero anche solo 5-6 pagine prima di dormire io DEVO leggere.

Conclusioni

Concludo questo articolo con un consiglio, legato a quanto appena scritto. Uno degli errori maggiori che puoi fare nella vita, e nel portare avanti un progetto, è quello di pianificare il tuo cammino senza tenere conto degli imprevisti e dei momenti negativi. Capita a tutti di peccare un po’ di superficialità e di presunzione, e di guardare solo l’obiettivo finale senza considerare che la strada che farai per raggiungerlo sarà piena di buche ed ostacoli. Se però li incontrerai sul tuo cammino senza averli considerati ti ritroverai nella brutta situazioni in cui le buche diventano burroni e gli ostacoli dei muri invalicabili.

Buona volontà e perseveranza sicuramente aiutano, ma non accompagnarli con la pianificazione e la creazione di abitudini virtuose è come cercare di correre la maratona senza mangiare e bere nulla durante il proprio percorso.

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