Perché i soldi non fanno la felicità - Il principio dell'utilità marginale

Perché i soldi non fanno la felicità – Il principio dell’utilità marginale

Quante volte vi è capitato di vedere in tv o di leggere sul giornale di quel famoso attore, cantante, calciatore etc. che, nonostante fosse ricco e famoso, ha fatto una brutta fine?

E quante volte avete pensato: “Eh, se avessi io tutti quei soldi di certo mi godrei la vita e non farei la stessa fine…”
Si tratta infatti di uno dei pensieri più comuni che ci possano essere dato che ci permette di soddisfare il nostro ego a vari livelli. Da un lato possiamo infatti sentirci “superiori” ad un personaggio famoso e dall’altro ci regaliamo qualche minuto che dedichiamo a fantasticare su come sarebbe la vita se fossimo ricchi sfondati.

Ma la realtà è ben diversa e nasce dall’errata convinzione che i soldi facciano la felicità. Per dimostrarvi come questo non sia vero introduciamo un concetto molto semplice ma anche molto potente: l’utilità marginale.

L’utilità marginale

Di utilità marginale si parla molto spesso in economia e proverò a riassumere di cosa si tratta con qualche semplice esempio, ed in tal senso mi scuserà qualche studioso di economia che dovesse leggere per le semplificazioni.
Pensate al vostro film preferito e ricordatevi della prima volta in cui l’avete visto, delle sensazioni ed emozioni che ha generato in voi. Immagino che sia qualcosa che ricordate perfettamente, probabilmente vi ricorderete anche dove eravate e con chi.
Pensate adesso invece alla seconda volta in cui l’avete visto (trattandosi del vostro film preferito immagino non vi siate limitati ad una sola visione). Sarà stata sicuramente un’esperienza molto piacevole, avrete notato dei particolari che la prima volta vi erano sfuggiti. Però le emozioni provate saranno state sicuramente meno forti ed intense, e probabilmente non vi ricordate nemmeno dove foste e con chi.
Inutile dire che questo effetto decrescente sarà proseguito per la terza, quarta, quinta visione e così via. Non si sarà trattato di brutte esperienze, ma se prima era tutto il film ad emozionarvi con il passare del tempo e delle visioni il piacere si sarà inevitabilmente spostato su poche scene “clou”.

Lo stesso concetto è adattabile a quasi tutte le esperienze della nostra vita ma è particolarmente adatto a spiegare perché i soldi non fanno la felicità.

L’utilità marginale e i soldi – Perché essere milionari non significa essere felici

Partiamo anche in questo caso con un esempio. Immaginate di essere totalmente senza soldi, senza un posto dove vivere o qualcosa da mettere sotto i denti. Una volta in questa situazione immaginate di riuscire a trovare un lavoro da 1.000€ al mese. La vostra vita subirà un cambiamento radicale, potrete permettervi l’affitto di un monolocale o di una stanza, pagare le bollette e potrete comprarvi del cibo.
A questo punto immaginate che il vostro reddito mensile raddoppi, arrivando a 2.000€. Anche in questo caso la vostra vita subirà un cambiamento importante, ma questo sarà meno radicale del primo. Sempre di 1.000€ in più si parla, ma l’utilità marginale del secondo incremento sarà minore di quella causata dal passaggio da 0 a 1.000.
Senza annoiarvi con tutti i passaggi immaginate adesso di guadagnare 50.000€ al mese. Straordinario, con quella cifra potreste vivere da veri signori, acquistare case, automobili e fare vacanze da sogno. E se vi dicessi che invece di 50.000€ potreste guadagnare 500.000€ al mese?
Ancora meglio direte voi. Però, pensateci bene… Potreste comprare case più grandi e magari un elicottero ma la vostra vita cambierà molto meno di quando avete fatto il salto da 0 a 1.000€ o da 1.000€ a 2.000€.

I soldi come mezzo e non come fine

Abbiamo visto in un articolo precedente quale sia il vostro bene più prezioso e anche come si tratti di un bene che non si può comprare e che quindi non va sprecato durante la propria ricerca della felicità.
Molto spesso, troppo spesso, invece i soldi sono visti come il fine: quello che conta è guadagnare denaro, accumulare ricchezza e con questa comprare sempre più cose.
Ma più si accumula meno soddisfazione si ottiene, come accade per la droga non se ne ha mai abbastanza e l’unico modo per spezzare questo circolo vizioso è quello di comprendere che i soldi dovrebbero rappresentare il mezzo (uno dei mezzi) per essere felici, non la felicità stessa.

Anche se come abbiamo visto in precedenza ci piace sentirci superiori ai personaggi famosi evocati all’inizio dell’articolo non siamo molto diversi da loro quando non troviamo il tempo per goderci la vita e siamo focalizzati solo sul guadagno e sull’accumulo di beni.

Tenere sempre a mente il concetto dell’utilità marginale può sicuramente essere una valida motivazione per smettere di accumulare denaro e oggetti ed iniziare a godersi la propria vita perché il piacere aggiuntivo che possono dare i soldi o gli oggetti è limitato e decrescente.

Viaggiare, vedere crescere proprio figlio, stare con la persona amata, praticare uno sport, leggere, insomma godere del proprio tempo e sfruttarlo al massimo, è questo che può portare sulla strada della felicità. Fare esperienze sempre nuove annulla l’effetto dell’utilità marginale ed è l’unico vero modo per vivere una vita piena di soddisfazioni.

Settimana prossima vedremo insieme la storia di qualcuno che è realmente riuscito a staccarsi dal circolo vizioso del guadagno e che ha, tra mille difficoltà, iniziato a godersi la vita.

Nella vita bisogna scegliere tra guadagnare denaro e spenderlo: non si ha il tempo di fare entrambe le cose.
(Édouard Bourdet)

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