Paura di parlare in pubblico? Ecco come superarla con l'esempio del pacco regalo

Paura di parlare in pubblico? Ecco come superarla con l’esempio del pacco regalo

Dovete parlare in pubblico e già vi sognate la notte il momento in cui vi troverete di fronte alla platea senza sapere cosa dire e senza riuscire a pronunciare una sola sillaba?

E magari nel frattempo avete letto 128 articoli differenti su come superare la paura di parlare in pubblico e tutti vi dicevano le stesse identiche cose: preparatevi bene, respirate, parlate da soli a voce alta, fate tanta pratica, iniziate con una battuta, etc. etc. Eppure la paura non accenna a diminuire.

Se vi trovate in questa situazione molto probabilmente è per “colpa” del lavoro che svolgete, perché un impegno lavorativo è una delle pochissime situazioni in cui possono obbligarvi, o quasi, a parlare in pubblico. Se invece aveste scelto voi di farlo, qualunque sia la ragione, al massimo potreste avere un po’ di ansia, non la paura che sembra bloccare le parole in bocca e far sentire le gambe molli e tremanti.

E questo articolo tratta proprio di questa casistica, cioè quella dell’essere obbligati a parlare in pubblico e di come, per superarla, basti ragionare pensando ad un semplice esempio: quello del pacco regalo.

L’esempio del pacco regalo

Pensate ad un pacchetto bellissimo, incartato alla perfezione e magari con un magnifico fiocco ad adornarlo.

Lo avete visualizzato? Bene, adesso immaginate un pacco delle stesse dimensioni ricoperto solamente di carta di giornale.

Quale dei due pacchetti preferireste ricevere in dono? Domanda retorica alla quale non serve nemmeno che rispondiate.

Adesso immaginate di essere stati piuttosto fortunati e di averli ricevuti in dono entrambi per scoprire, una volta scartati, che il primo pacco contiene un set di asciugamani, mentre il secondo proprio quell’oggetto che desideravate da tanto tempo (il nuovo iPhone, un anello, una collana, una console per i videogiochi, fate voi).

Mi sembra ancora più superfluo di prima chiedervi quale dei due pacchetti avreste preferito vi fossero donati.

Come si sposa questo esempio con l’argomento del nostro articolo?

Molto semplice, dato che esiste una regola che vale sia per i regali che quando ci si trova a parlare in pubblico:

Il contenuto è più importante della sua presentazione, quindi non sopravvalutatevi e non crediate di poter invertire questo assioma 

Partiamo dal presupposto che non siete Jerry Scotti o Pippo Baudo, e nessuno si aspetta che lo siate, quindi evitate di paragonare quella che sarà la vostra performance a dei modelli che non hanno niente a che fare con voi.

Già interiorizzare questo primo pensiero dovrebbe togliervi un po’ di pressione, perché è incredibile quante volte si abbiano delle aspettative verso sé stessi che sono totalmente non realistiche e basate sul nulla.

Ma il punto centrale del ragionamento è il seguente: qualunque sia la circostanza nella quale dovrete parlare in pubblico ci saranno un certo numero di persone realmente interessate a quello che avrete da dire, un certo numero di persone con un livello di interesse medio ed un gruppo di persone disinteressate a qualsiasi cosa voi possiate dire.

Se pensate di poter avere un impatto significativo sull’interesse di questi tre macro gruppi grazie alla qualità della vostra orazione, vi state pesantemente sopravvalutando perché il “vostro pubblico” sarà più o meno interessato al contenuto del discorso ed il vostro unico scopo deve essere quello di trasferire un messaggio che sia chiaro e dal contenuto di qualità.

Che lo facciate in maniera fluida e spigliata, oppure con qualche balbettio di troppo, non cambierà di una virgola il risultato finale perché chi era interessato a quanto avete da dire ricorderà comunque il contenuto del discorso, anche se vi foste impappinati 4 volte in 3 minuti. Gli altri invece continueranno a guardare il cellulare o a parlottare tra di loro e, a meno che voi non siate dei novelli Fiorello o delle novelle Simona Ventura, non sarà la vostra esposizione a creare in loro l’interesse. Al massimo potrà catturare la loro attenzione per qualche minuto, esattamente come il bellissimo pacchetto sembrava interessante prima di essere scartato.

Quindi di cosa dovete aver paura?

Di non risultare interessanti a persone che già sono disinteressate in partenza?

A chi invece è desideroso di sentirvi parlare, ve lo ripeto, interessa il contenuto vero e proprio e non la sua esposizione. E quindi è su quello che vi dovete concentrare al massimo, perché sarà del contenuto che le persone si ricorderanno il giorno dopo.

La paura di parlare in pubblico dipende principalmente dalla paura di non essere all’altezza. Se riuscite a comprendere che credere di poter indirizzare l’interesse delle persone e le loro aspettative con le vostre capacità oratorie è decisamente presuntuoso, così come lo è credere di rendere gradevole un regalo mediocre impacchettandolo per bene, vi sarà facile capire perché la vostra paura è decisamente infondata.

Ovviamente questo non significa che non dobbiate cercare di fare un bel pacchettino regalo e di migliorare le vostre capacità espositive quando vi trovate davanti ad una platea (o anche se siete solo in due). I percorsi di crescita personale si basano sul miglioramento costante ed il parlare in pubblico non fa eccezione. Ma in un mondo che attribuisce così tanta importanza all’apparenza, e così poca alla sostanza, è fondamentale capire come in certe situazioni è invece importante concentrare i propri sforzi e le proprie attenzioni su quello che c’è dentro il pacchetto, perché la carta da regalo finisce sempre, inesorabilmente e per quanto bella sia, nel cestino mentre a rimanere e ad essere utile è il contenuto del pacco regalo.

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