Come sconfiggere il falso mito del momento giusto

Il “momento giusto”: come sconfiggere questo falso mito

Una dei falsi miti più difficili da sconfiggere nel proprio percorso di crescita personale è quello del cosiddetto “momento giusto“.

Quante volte infatti nella propria vita si è deciso di attendere il momento giusto prima di compiere un’azione, magari nonostante si desiderasse compierla con tutto il cuore?

Il momento giusto per chiedere ad una persona di uscire, il momento giusto per andare a convivere, il momento giusto per fare un figlio, il momento giusto per cambiare lavoro, il momento giusto per lasciare il proprio fidanzato o la propria fidanzata.

Insomma, invece di agire e fare quello che il nostro cuore vorrebbe si resta fermi in attesa che tutte le tessere del puzzle siano perfettamente allineate e formino un quadro bellissimo da vedere.

Peccato però che quel momento molto spesso non arrivi mai e con esso il cambiamento che si stava cercando, la frustrazione inevitabilmente con il passare del tempo sale e la mente umana cerca tutti i motivi per cui non si è agito fino ad arrivare ad utilizzare come giustificazione la madre di tutte le scuse “il momento giusto che non è arrivato”.

Perché si aspetta il momento giusto

La spiegazione di questo comportamento è molto più semplice di quanto si possa immaginare ed è strettamente legata alla paura del cambiamento e del possibile fallimento ad esso associato.

Come discusso nel mio ebook gratuito “Perchè falliamo – Capire i propri fallimenti per creare i futuri successi” la paura del fallimento è uno degli ostacoli maggiori che ogni persona deve affrontare nel proprio percorso di crescita personale. Nella cultura italiana poi il termine fallimento ha un’accezione molto più negativa di quanto non sia nel mondo anglosassone.

Per questo motivo ci si racconta quella che è una vera e propria favoletta:

“Voglio cambiare lavoro ma lo farò solo quando troverò una nuova posizione simile a quella attuale in una grande azienda, con uno stipendio superiore e un orario di lavoro meno impegnativo”

“Voglio chiedere a quella ragazza di uscire ma per farlo voglio trovarmi con lei da solo per qualche minuto, in una giornata in cui mi sono vestito in maniera elegante e durante la quale mi sento pieno di energia positiva”

“Voglio andare a convivere con il mio fidanzato ma prima dobbiamo trovare lavoro entrambi e soprattutto una casa grande, con un affitto basso e vicina a quella dei miei genitori”

Potrei andare avanti con decine di altri esempi ma credo che già questi tre esprimano degnamente il concetto: si è disposti a compiere una determinata azione solo e soltanto quando si è praticamente certi del risultato finale. E tutto questo avviene a causa della paura di fallire, perché se tutte le condizioni si verificano allo stesso momento le possibilità di fallire diventano pari a zero.

Proprio per quest’ultimo motivo però il momento giusto non arriva mai e si trova sempre quel piccolo inconveniente che rende impossibile fare un passo in avanti.

E così quando arriva il momento in cui si potrebbe cercare di realizzare le proprie aspirazioni si pensa che:

“è vero, guadagnerei più soldi per fare un lavoro simile ma più interessante in un’azienda più solida, però ho sentito dire che gli orari lavorativi sono proibitivi

“si, la ragazza è qui con me e sorride mentre parliamo, però oggi mi sento un po’ triste e il mio invito verrebbe sicuramente respinto. Meglio tentare un’altra volta

“certo, la casa che abbiamo trovato è bella, costa poco ed è pure vicino a quella dei miei genitori, però io ho solo un lavoro a tempo determinato, se non mi dovessero confermare il suo solo stipendio potrebbe non bastare

Come superare la paura di fallire

Su questo argomento potrete trovare centinaia di libri e articoli sul web ma vi assicuro che l’unico vero modo per superare la paura di fallire è quello di decidere di agire smettendo di pensare a quanto si abbia da perdere e concentrandosi su quello che si ha da guadagnare.

Se pensate che questa sia una semplificazione mi dispiace dirvi che vi sbagliate. La vita è molto più semplice di quanto non si possa immaginare, e di quanto non ci vogliano far credere, e se si vuole realmente ottenere qualcosa ci si butta senza pensarci più del dovuto e senza guardarsi troppo indietro.

Questo non significa agire senza un minimo di ragionamento o in maniera del tutto slegata da quella che è la realtà, perché il confine tra l’essere coraggiosi e l’essere avventati è spesso molto labile.

Se si ha il mutuo da pagare e tre figli da mantenere magari dare le dimissioni per inseguire il proprio sogno di diventare pittore potrebbe non essere la scelta migliore in quel momento.

Ma se prendendo un foglio e scrivendo da una lato gli aspetti positivi del decidere di agire e dall’altro lato quelli negativi ci si accorge che i primi superano i secondi (e che tra quest’ultimi non c’è nulla che può portarvi ad una catastrofe, come vedersi pignorare la casa e non avere soldi per sfamare i figli) allora l’unica cosa che si frappone tra il fare ed il non fare è la paura.

E visto che la paura non è un’emozione totalmente razionale (anzi, molto spesso è totalmente irrazionale) l’unico modo per sconfiggerla è decidere di agire. In caso contrario si resterà ad attendere il verificarsi di una serie di circostanze favorevoli che non arriverà mai.

E non arriverà per un motivo molto semplice: il momento giusto non esiste.

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