Lasciare tutto e cambiare vita, è davvero possibile

Lasciare tutto e cambiare vita, è davvero possibile?

Qualche tempo fa ti avevo parlato del libro e della storia di Francesco Grandis, un giovane ingegnere che, in estrema sintesi, decide di mollare tutto e cambiare vita, iniziando con il lasciare il lavoro per viaggiare e girare il mondo con lo zaino in spalla.

E i media di storie come quella di Francesco ne raccontano ogni giorno, tanto che non si contano più gli articoli, le interviste ed i servizi tv su persone che hanno scelto di dire “basta!” con la vita lavorativa “classica” decidendo di mettere in gioco la propria esistenza per inseguire una vita migliore.

Nel venire sottoposti a questo bombardamento di esempi positivi e di storie che danno speranza viene però spontaneo porsi una domanda, che sono sicuro ti sarai fatto anche tu:

Ma è veramente possibile mollare tutto e cambiare vita?

La risposta è molto semplice “Si, è possibile”.

La domanda che invece spesso non viene fatta è leggermente diversa:

E’ facile mollare tutto e cambiare vita?

Ecco, in questo caso la risposta è sempre semplice e breve ma anche molto meno piacevole “No, è molto difficile”.

Quasi sempre infatti le storie che si leggono sui giornali o che si sentono in tv (non il libro citato in apertura) fanno apparire una decisione drastica e radicale come questa quasi alla stregua della scelta del luogo delle proprie vacanze estive, o giù di li.

E forse a livello pratico lo è anche, perché dare le dimissioni dal proprio posto di lavoro e iniziare a viaggiare o trasferirsi per iniziare a vivere in un altro paese sono azioni piuttosto semplici da compiere se si parla di pura esecuzione (do le dimissioni, faccio la valigia, trasloco all’estero), ma a livello mentale si tratta di azioni molto complicate e soprattutto molto pesanti ed impegnative da affrontare.

Il primo vincolo è dato dalla difficoltà insita in ogni persona ad abbandonare la propria “comfort zone”. Magari è vero che la tua vita non ti piace più di tanto, che non sei felice a lavoro, che non ami il posto in cui vivi… Però c’è qualche collega simpatico con cui fare due risate, il barista sotto casa ti conosce e ti fa il cappuccino senza che tu nemmeno lo debba chiedere e poi ogni tanto pensi che “chi lascia la strada vecchia per la nuova…”.

Insomma piuttosto che rischiare di perdere quello che hai (tanto o poco che sia) preferisci non rischiare e tenerti la tua vita così com’è, in attesa del “6” al Superenalotto (anche se magari non giochi) o di qualche forza cosmica che ti spinga nella direzione giusta.

Il secondo vincolo, che alimenta il fuoco del primo, è dato dalla paura dell’ignoto, del non sapere quello che ti aspetta, quello che farai “dopo”. Come mi guadagnerò da vivere? Sarò felice? Che persone incontrerò? Come cambierà la mia vita?

Ci tengo a farti notare come questi due vincoli siano separati, con il primo che è decisamente il più forte ed il secondo che soffia come vento sul fuoco per far divampare l’incendio della paura e dell’immobilismo.

Faccio questa precisazione perché per eliminare o limitare il vincolo dato dalla paura dell’ignoto ci sono diversi metodi, che vedremo in un altro articolo, che possono evitare l’effetto “moltiplicatore” sulla tua paura. Ma ciò che ti tiene veramente fermo è la paura di uscire dalla tua comfort zone, se hai superato quella allora il 90% del lavoro è fatto.

Per capire quanto tu sia attaccato alla comfort zone proviamo a fare un esercizio molto semplice.

Immagina che domani mattina ti dicano che c’è un posto di lavoro per te in una città che ti piace molto, quella in cui avresti sempre sognato di trasferirti. La prima reazione leggendo queste parole sarà stata quella di pensare “bellissimo, lo farei subito“.

Adesso rifletti un po’ più approfonditamente, prova a pensare con calma a tutte le cose che dovresti fare realmente se ti trovassi in quella situazione: dare disdetta dell’affitto o capire cosa fare della tua casa, traslocare, non vedere più gli amici e i parenti, dare disdetta di tutte le utenze di casa, trovare casa in un paese diverso dal tuo, fare nuovi abbonamenti al luce, acqua, gas, telefono, cellulare, prendere la residenza, etc.

Inutile negare che chiunque, anche il più motivato tra i futuri partenti, proverebbe almeno un filo di ansia e se sei riuscito ad immedesimarti realmente nella situazione la starai provando anche tu.

Arrivati a questo punto solo tu puoi sapere se, trovandoti realmente in quella situazione, saresti in grado di compiere il grande passo e lasciare tutto e cambiare vita, con il vantaggio che non trovandoti nella condizione di dover dare una risposta immediata a qualcuno, hai tutto il tempo per capire come uscire finalmente dalla tua comfort zone.

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