Evitare di farsi fregare su internet e nella vita. La storia del mio primo colloquio di lavoro

Evitare di farsi fregare (su internet e nella vita). La storia del mio primo colloquio di lavoro

Alzi la mano chi nel corso della propria vita non è mai stato fregato/truffato/raggirato in qualche modo.

Pur non riuscendo a vedervi, credo che di mani alzate in questo caso ce ne siano ben poche.

E quando vi è capitato cosa avete fatto? Vi siete chiesti dove avete sbagliato o avete solo imprecato contro il “malfattore” di turno? Questo articolo parte dal presupposto che, invece di imprecare, avreste dovuto chiedervi dove avete sbagliato e cosa avreste potuto fare diversamente per evitare la fregatura.

Come sempre penso che l’approccio migliore quando si parla di crescita personale sia quello di riferirsi ad esempi concreti per entrare nell’argomento, in modo da renderlo di più facile comprensione. Per questo motivo inizierò con il racconto di un’esperienza che ho vissuto in prima persona: il mio primo colloquio di lavoro.

Il mio primo colloquio di lavoro: milionari senza fatica

Oltre dieci anni fa, appena terminata l’università, come ogni neo-laureato che si rispetti mi sono messo a cercare lavoro. Era un periodo discreto per trovare un’occupazione, la crisi era ancora piuttosto lontana e le società erano molto più disposte di oggi ad assumere giovani neo-laureati o ad offrire loro stage retribuiti degnamente.

L’inizio di questo millennio in Italia era un periodo in cui la ricerca di lavoro poteva definirsi “ibrida”, dato che Internet stava prendendo piede ma non era ancora strumento esclusivo per la ricerca di un’occupazione e le inserzioni del venerdì sul “Corriere della Sera” erano ancora un utile strumento da utilizzare.

Nei primi giorni della mia ricerca, tra i tanti curriculum vitae inviati, decisi di rispondere proprio ad una di queste inserzioni del venerdì. Infatti una multinazionale americana ricercava un po’ di tutto: venditori, responsabili delle risorse umane, impiegati e altre figure professionali. Per fissare un appuntamento per un colloquio non bisognava nemmeno inviare il proprio cv ma semplicemente chiamare un numero. Non feci in tempo a comporre il numero che già avevo un appuntamento fissato per il pomeriggio seguente. Straordinario.

Il giorno dopo, vestito di tutto punto, arrivai in perfetto orario all’appuntamento. Gli uffici non erano proprio in una bellissima zona ma chi ero io, giovane laureato senza esperienza, per dubitare delle scelte di posizionamento degli uffici una multinazionale americana?

Una volta entrato e firmati i moduli sulla privacy mi fecero accomodare in una stanza nella quale erano presenti almeno altri 20 candidati (d’altronde cercavano molto personale). Dopo pochi minuti di attesa un responsabile della multinazionale iniziò a presentare la società entrando un po’ più nel dettagli rispetto alla generica inserzione alla quale io e tutti i presenti avevamo risposto.

Con grande entusiasmo il responsabile della multinazionale ci comunicò che questa società vendeva un modello di aspirapolvere progettato dalla NASA, un modello talmente innovativo e performante che, nonostante il costo di qualche migliaio di euro, era sufficiente fare una dimostrazione in casa di un potenziale cliente per chiudere la vendita. Infatti i venditori mostrati nella presentazione guidavano tutti macchine da sogno e vivevano in ville fiabesche (ed erano pure belli!). Insomma, un’opportunità da non lasciarsi sfuggire per nulla al mondo.

Dopo mezz’ora di questa esaltante presentazione venne il tanto atteso il momento dei colloqui individuali. Io e gli altri presenti ci saremmo giocati le nostre possibilità di entrare a far parte dei fortunati venditori dell’aspirapolvere dei sogni. La signorina che mi ricevette fu molto gentile e soprattutto capì subito le mie potenzialità che trasudavano dal mio cv e dal mio giovane volto. Certo, di tutti i posti disponibili il mio profilo era perfetto solo per il ruolo da venditore, ma questo era sicuramente un fatto positivo per me: avevo l’occasione di diventare ricco in breve tempo.

Il colloquio individuale durò pochi minuti. D’altronde la signorina era una persona molto acuta e aveva compreso quanto valessi, così nel giro di qualche giorno mi avrebbero fatto sapere per un eventuale secondo colloquio. Certo, il ruolo da venditore prevedeva di utilizzare la propria automobile senza alcun rimborso spese e nelle prime settimane avrei dovuto scarrozzare un venditore anziano da tutti i miei parenti e conoscenti, ma la gloria richiede sempre un piccolo prezzo da pagare.

Tronfio per la mia performance stellare tornai in macchina con direzione casa e, sorpresa delle sorprese, dopo 10 minuti di viaggio il cellulare iniziò a squillare. La multinazionale (che però in realtà era una srl che vendeva i prodotti della multinazionale) mi voleva rivedere già la mattina dopo. Eccezionale, evidentemente ero ancora più bravo di quanto fosse solita dirmi la mia mamma.

Potrei andare avanti con il racconto ancora per molto ma la realtà è che mi era sembrato tutto troppo bello, veloce e troppo facile per essere vero. Pur non avendo esperienza di altri colloqui di lavoro mi sembrava una situazione paradossale: la NASA, i giovani ricchi e sorridenti della presentazione, gli elogi sperticati per un curriculum vitae che riportava, oltre alla laurea, solo qualche stage e qualche lavoro serale in un call center.

Arrivato a casa cercai su Internet scrivendo il nome dell’azienda seguito dall parola “truffa”. Inutile dire che mi si aprì un mondo di persone fregate, che per iniziare a “lavorare” avevano dovuto spendere 3mila euro per comprare l’aspirapolvere e avevano dovuto venderlo a parenti e amici, tra l’altro senza guadagnare quasi nulla perché le commissioni finivano pressocché interamente al venditore anziano.

Visto con gli occhi di oggi avrebbe dovuto essere palese fin dal primo istante che si trattasse di una truffa o qualcosa comunque di poco chiaro.
Gli elementi che non quadravano erano troppi:

  • Annuncio che si riferiva genericamente ad una multinazionale americana
  • Descrizione delle mansioni e delle figure ricercate molto vaga
  • Colloquio fissato senza nemmeno vedere il mio cv
  • Presentazione del lavoro mostrando i benefici per me (ricchezza) senza accenni concreti al lavoro vero e proprio
  • Inserimento di nomi altisonanti per fare scena (la NASA!!!!)
  • Elogio della mia persona dopo 5 minuti di colloquio
  • Richiamata per il secondo colloquio dopo 10 minuti

Eppure leggendo le discussioni presenti su internet in tantissimi ci erano cascati. Cosa avrebbero potuto fare per evitarlo?

Come non farsi truffare: quattro semplici regole

Regola numero 1: controllate sempre su Internet

Può sembrare di una banalità disarmante ma già oltre 10 anni fa, se solo avessi fatto una ricerca su Internet prima di andare al colloquio, avrei risparmiato il tempo impiegato ed il denaro speso per la benzina. Sarebbe bastato copiare parte del testo dell’annuncio e mi si sarebbe aperto un mondo.

Che sia il Re di Nigeria che vi manda un’email perché vuole dare proprio a voi 10 milioni di dollari, oppure un negozio online che vende il nuovo Iphone a metà prezzo, una splendida ragazza russa che cerca una persona seria per una relazione stabile oppure un sito Internet che vi propone un sistema sicuro per vincere al casinò, molto probabilmente vi basterà una semplice ricerca su Internet per capire se si tratta di una truffa o di una bufala.

Nel caso dell’email ricevuta basterà fare copia/incolla di parte del testo per veder comparire decine e decine di risultati, persone come voi che hanno ricevuto la stessa identica email.

Se si tratta di un negozio online o più in generale di un sito scrivete il nome su Google insieme alla parola “commenti” o “recensioni” e vedrete se ci sono tanti clienti che hanno ricevuto un mattone al posto del telefono acquistato, oppure se da anni il negozio è serio ed affidabile.

Regola numero 2: chiedetevi “Perché proprio io?”

Abbiamo visto in un precedente articolo che tu non sei speciale, quindi chiedetevi per quale motivo qualcuno dovrebbe proporvi l’affare del secolo? E’ il vostro migliore amico? Gli avete salvato la vita in passato? L’avete aiutato in un momento di difficoltà? Se la risposta a tutte queste domande è “no”, provate a chiedervi per quale motivo dovrebbe proporre proprio a voi un’opportunità di qualsiasi tipo.

Se veramente l’aspirapolvere del mio racconto fosse stata una fonte di reddito così semplice e sicura, per quale motivo avrebbero dovuto dare un’opportunità ad una persona che avevano appena visto? Non sto dicendo che, in assoluto, non avrebbero dovuto prendermi ma se un’opportunità così grande fosse reale, prima di decidere quali persone assumere ci si dovrebbero aspettare almeno 3 o 4 colloqui di quelli “tosti”. La multinazionale americana vorrebbe solo i migliori venditori per il proprio prodotto e allora alla domanda “Perché proprio io?” sarebbe possibile dare una risposta. Quando invece rispondere a questa domanda è impossibile (salvo arrampicarsi sugli specchi) allora molto probabilmente la fregatura è dietro l’angolo.

Regola numero 3: valutate il rapporto dare/avere

Se una vacanza in Messico costa mediamente 2.000€ a persona, e un’agenzia viaggi o un sito internet vi offrono una splendida vacanza in un villaggio 4 stelle a 600€ a persona fermatevi un secondo a riflettere.

Si tratta di un volo che parte 5 ore dopo? Allora qualche possibilità che sia un’offerta legittima c’è. Ma se siete a Maggio e la vacanza è per Luglio non vi sembra quantomeno un po’ sospetto un prezzo così basso?

Quando avevo 18 anni mi iscrissi ad un corso di inglese in una scuola vicino a casa e dopo un po’ di negoziazione riuscii a portare il prezzo mensile (per 24 mesi di corso, pagamento anticipato) da 100 mila lire (sì, c’erano ancora le care vecchie lire) fino a 20 mila lire, uno sconto dell’80%.

Inutile dire che dopo pochi mesi il proprietario della scuola fuggì con soldi ed attrezzatura..

Se un corso di inglese vale 100 mila lire al mese potrete ottenere uno sconto del 15-20%, magari del 25% se proprio siete abili negoziatori. Ma un calo dell’80% vi deve in ogni caso far scattare un campanello d’allarme perché, bene che vi vada, vi stavano fregando all’inizio cercando di vendervi il corso ad un prezzo gonfiato di molto.

Se un appartamento nella vostra città costa mediamente 2.500€ al mq ed un agente vi propone un grazioso trilocale a 1.000€ al mq, non sapendo giustificare con un motivo concreto questo ribasso, nel 99,9% vi sta nascondendo qualcosa.

Insomma, quando vi vogliono dare molto chiedendoti molto poco iniziate a farvi qualche domanda extra sulla legittimità della proposta ricevuta.

Regola numero 4: non fatevi abbindolare dai facili guadagni

Il 90% delle truffe è relativo ad opportunità di guadagno che sembrano molto facili e richiedono solo un investimento iniziale, risolvendosi poi con la perdita del proprio investimento e nessun guadagno.

Se qualcuno sapesse come trasformare con certezza 10.000€ in 300.000€ nel giro di qualche mese sicuramente non ve lo verrebbe a dire, statene certi. Quindi più è alto il guadagno che vi prospettano rispetto all’investimento richiesto maggiori sono le possibilità di essere truffati.

Attenzione! Questo non significa che non sia possibile trasformare 10.000€ in 300.000€ con un investimento di qualche tipo perché, pur essendo un esercizio estremamente complicato, è possibile. Se nel 2002 aveste comprato 1.000$ in azioni Apple oggi vi ritrovereste con molto più di 500.000$. Ma se nel 2002 qualcuno a voi sconosciuto avesse potuto prevedere con certezza una crescita così vertiginosa credete che sarebbe venuto a dirvelo?

Conclusioni: è sempre possibile non farsi truffare

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa abbia a che fare un articolo di questo tipo con un percorso di crescita personale. La realtà è che per imparare a “schivare le pallottole” bisogna sempre riflettere e ragionare sugli eventi che ci capitano e sul mondo che ci circonda, analizzandoli e comprendendoli il più possibile.

La vera fregatura non è perdere 300€ per una truffa o mezza giornata per un colloquio di lavoro “farlocco”, ma non essere stati in grado di valutare correttamente quello che stava accadendo. Proprio per questo motivo la crescita personale è insita nell’ammettere e comprendere che, se avessimo analizzato meglio la situazione, avremmo evitato di prendere la fregatura. E non è utile arrabbiarsi e prendersela con il “mondo crudele che è fatto solo di persone cattive”. Allenandosi ad analizzare le situazioni probabilmente la truffa  successiva sarà evitata.

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