Come i preconcetti influenzano la nostra vita - l'esempio dei due bicchieri

Come preconcetti e pregiudizi influenzano la nostra vita: la storia dei due bicchieri

Oggi voglio affrontare un argomento molto complesso come quello dell’influenza che hanno i preconcetti e i pregiudizi nella nostra vita partendo da una situazione molto semplice che mi è capitata durante le ultime vacanze estive e che mi ha fatto riflettere su come i preconcetti influenzino pesantemente le nostre azioni quotidiane.
Prima di iniziare ti faccio una domanda: Quante volte durante la tua giornata prendi delle decisioni, fai delle scelte sulla base di sentimenti istintivi?
Se ci pensi bene ti accorgerai che sono moltissime le azioni che ogni giorno compi senza valutare attentamente tutti i pro e i contro, senza fare un’analisi razionale ed approfondita.

Ed è sicuramente giusto che sia così, ci sono moltissime situazioni in cui fidarsi del proprio sesto senso e decidere istintivamente sulla base della propria esperienza è sicuramente utile. Pensa se per prendere ogni singola decisione della tua giornata dovessi fare un’attenta analisi di tutti gli elementi a tua disposizione e, sulla base di quella, decidere come agire. Nelle 24 ore della tua giornata non riusciresti a fare praticamente nulla!
Ragionare sulla base di poche informazioni e del tuo istinto è dunque molto spesso la tecnica migliore. Ma molto spesso non significa sempre.
Torniamo quindi alla storia dei due bicchieri e vediamo come la nostra mente a volte nel percorso di semplificazione incappi in dei “cortocircuiti” e soprattutto come evitarli.

La storia dei due bicchieri

Giunto in un albergo in una serata di Agosto sono stato assalito dal mal di testa e, come sempre in questi casi, la mia decisione è stata quella di prendere una medicina che porto sempre con me, da far sciogliere in acqua.
L’acqua ce l’avevo, mi serviva solamente un bicchiere e, alla mia richiesta di trovarne uno, mia moglie è tornata da me un po’ affranta dicendo “Mi dispiace, ci sono solo i due bicchieri in bagno“. Per circa 30 secondi ho iniziato a cercare con la mente una soluzione alternativa, tipo tagliare la bottiglia o andare al bar a chiedere un bicchiere.
Poi è arrivata l’illuminazione.
Sono andato in bagno e sul lavandino c’erano due bicchieri di vetro, puliti e riposti in un sacchettino di plastica trasparente, all’apparenza la soluzione ideale. Perché allora sia io che mia moglie non li ritenevamo una soluzione valida?
Sono stato un po’ a pensarci, e mi sono chiesto perché ogni volta che vado in un bar, un pub o un ristorante utilizzo il bicchiere che mi viene dato o che trovo sul tavolo senza pensarci due volte mentre un bicchiere nel bagno di una stanza di un albergo (assolutamente pulito) mi trasmetteva istintivamente una sensazione di sporco e quindi lo ritenevo inutilizzabile.
Poi ho capito, e la risposta era abbastanza banale.
Generalmente nel bagno di ogni persona è presente un bicchiere (o un contenitore di plastica) che ha la funzione di porta-spazzolini da denti e la nostra mia mente, così come quella di mia moglie e forse anche la tua, associa in automatico la presenza di un bicchiere in bagno (che a casa propria difficilmente sarebbe presente) con il porta-spazzolini. Tu non berresti mai direttamente da un bicchiere che serviva a contenere degli spazzolini da denti.. E nemmeno io.
Peccato che in questo caso si tratti di un’associazione totalmente infondata perché il bicchiere presente in una camera d’albergo viene (verosimilmente) lavato esattamente come quello che ti viene dato al bar, ed è quindi semplicemente la mente che genera il cortocircuito di cui parlavamo prima.

Un errore come questo è ovviamente molto lieve e non ha impatti significativi sulla mia o sulla tua vita. Ma quanti altre situazioni di questo tipo vivi ogni giorno, magari quando la posta in palio è ben più importante dell’utilizzo di un bicchiere, ed un cortocircuito di questo tipo ti può far perdere delle opportunità?

Come evitare i cortocircuiti nella vita di tutti i giorni

Ribadito che è impossibile e forse anche controproducente azzerare quella che è l’importanza di prendere parte delle proprie decisioni basandosi su istinto ed esperienza è fondamentale capire come non diventare schiavi di questo modo di (non) ragionare.

Per farlo ti invito a compiere un piccolo esercizio.

La prima sera in cui hai 5 minuti di tempo prendi un foglio di carta ed una penna e scrivi di getto tutte le decisioni che hai preso durante la giornata. Non tralasciarne nemmeno una, anche quelle più banali come mettersi un paio di scarpe piuttosto che un altro, bere un caffè con un collega, la scelta del luogo in cui andare a pranzo.. Insomma, tutto quello che ti viene in mente.

Una volta che hai completato la scrittura rileggi la tua lista e segna con una crocetta tutte le decisioni che hai preso in automatico, senza pensarci.

A questo punto dovresti avere una lista abbastanza completa di quelle che sono le attività alle quali dedichi del tempo e del ragionamento e quelle che invece deleghi al tuo istinto.

Se vuoi fare un esercizio fatto come si deve parti dalle prime e cerca di capire se ci sono delle decisioni che per la tua giornata sono ininfluenti e alle quali dedichi troppo tempo e troppi pensieri.

Ma il fulcro della tua analisi devono essere le decisioni che prendi basandoti solo sul tuo istinto.

Quante di queste hanno un impatto importante sulla tua giornata? Segnale con un cerchio.

Quante di queste hanno un impatto medio sulla tua giornata? Sottolineale.

Quante di queste hanno un impatto minimo o nullo sulla tua giornata? Cancellale.

Adesso hai in mano una sorta di “scala valori“, basandoti sulla quale puoi capire a cosa dai importanza e a cosa invece non ne dai. E, laddove stai dando poca importanza a decisioni che hanno un grande impatto sulla tua giornata e quindi sulla tua vita, dovresti fermarti un attimo a riflettere e chiederti “Quella che ho preso è veramente la decisione migliore?“. Se la risposta è positiva allora va bene così, ma se la risposta fosse negativa o anche solo di dubbio dovresti chiederti “Perché ho preso questa decisione?” e da li partire per cercare di modificare il tuo modo di agire.

Magari senza rifletterci troppo non hai chiesto aiuto ad un collega perché a pelle ti sta poco simpatico, e ci hai messo il doppio del tempo per completare un lavoro. E magari quel collega sarebbe stato ben lieto di aiutarti se solo tu l’avessi chiesto.

Discorso analogo può essere fatto per le decisioni che hanno un impatto medio sulla tua giornata. Magari senza nemmeno pensarci sei andato a mangiare nel solito bar, senza valutare le alternative. E così potresti esserti perso altri locali in cui si mangia meglio spendendo la stessa cifra.

Dividere le azioni compiute in automatico in base all’impatto che hanno sulla tua vita serve proprio ad intervenire e a concentrare i tuoi sforzi dove ce n’è più bisogno mantenendo allo stesso tempo consapevolezza e controllo delle tue azioni a 360°.

Preconcetti e pregiudizi devono essere degli utili alleati per affrontare la vita di tutti i giorni, così come le abitudini positive che ti sei creato nel tempo, e non i padroni delle tue azioni.

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