Avere il coraggio di chiedere - l'esempio dei dadi

Avere il coraggio di chiedere: l’esempio dei dadi

Qualche anno fa partecipai ad uno dei corsi di formazione commerciale dell’azienda per la quale lavoravo. Questi corsi, quando non sono troppo “spinti”, danno sempre degli spunti di riflessione interessanti sul comportamento umano.

Uno dei giochi del corso prevedeva che il formatore si avvicinasse ai vari partecipanti con la mano piena di dadi a sei facce e dicesse “prendi un dado, ed inizia a lanciarlo. L’obiettivo è riuscire ad ottenere 10 volte il numero “3” in 30 secondi”.

Ad uno ad uno i partecipanti prendevano il dado ed iniziavano a tirarlo il più velocemente possibile, ovviamente senza riuscire a centrare l’obiettivo. Potete essere anche molto fortunati ma ottenere 10 volte il numero 3 in 30 secondi lanciando un dado è ai limiti dell’impossibile.

Ad un certo punto uno dei partecipanti, arrivato il proprio momento, fece al formatore una domanda molto semplice “Posso prendere anche gli altri dadi?” la risposta fu un secco “SI”, accompagnato da un sorriso.

Come avrete già capito utilizzando 10 dadi invece di 1 il raggiungimento dell’obiettivo passava immediatamente da “praticamente impossibile” a “estremamente semplice”. Il tutto grazie ad una semplicissima domanda, che tra l’altro nel peggiore dei casi avrebbe potuto generare solamente un rifiuto, nulla di più.

E lo scopo del gioco era proprio far capire ai partecipanti come spesso si perdano delle occasioni, delle opportunità, per il semplice fatto che si danno per scontati degli stati di fatto e delle regole senza avere il coraggio (o proprio senza pensarci) di fare delle domande, di agire per verificare quale sia la situazione reale.

Provate a pensare a quante occasioni nella vostra vita potreste avere perso per non averci nemmeno provato. Per non aver invitato ad uscire quella persona che vi piaceva, per non aver chiesto un aumento al vostro capo, per non aver chiesto un favore ad un vostro amico.

Come discusso nell’ebook “Perchè falliamo – Capire i propri fallimenti per creare i futuri successi”, che potete scaricare grautitamente dall’apposito box, i maggiori rimpianti di ogni persona derivano quasi sempre da azioni che non sono state compiute, proprio come negli esempi appena riportati.

Per approfondire il concetto proviamo a focalizzarci sul primo esempio, sul non aver chiesto ad una persona che vi piaceva di uscire, ed analizziamo la situazione in maniera razionale.

Qual è stato il risultato della vostra (non) azione?

Che non siete usciti con questa persona e di conseguenza probabilmente avete provato sofferenza o insoddisfazione.

Qual è il peggior risultato possibile di uno scenario in cui doveste chiedere a questa persona di uscire?

Che vi dica di no, che non usciate con lei e che quindi proviate sofferenza o insoddisfazione.

Quindi agendo e ponendo la fatidica domanda, male che vada, avreste avuto la stessa identica sorte che vi è toccata restando immobili senza far nulla. La differenza però è che avreste avuto delle possibilità di successo che vi avrebbero portato conseguente gioia e soddisfazione.

Non fare domande, non agire dove non c’è nulla da perdere equivale a ricevere un “Gratta e Vinci” in regalo e buttarlo via senza nemmeno grattare. Fareste mai una cosa del genere? La risposta penso sia scontata.

E allora per quale motivo in situazioni razionalmente identiche l’essere umano agisce in maniera differente?

La risposta è nella paura del fallimento personale. Un “Gratta e Vinci” perdente non va ad intaccare la nostra autostima, mentre il rifiuto della persona desiderata, quello del capo alla richiesta di un aumento etc. vanno ad intaccare la percezione che si ha di se stessi, facendoci sentire sbagliati ed inadeguati.

Ma riflettete attentamente. Se non provandoci il risultato finale sarà lo stesso, per quale motivo dovreste aver paura? Per quale motivo un eventuale rifiuto dovrebbe farvi stare peggio?

Affrontate questo cortocircuito mentale e cercate di capire come una semplice domanda possa fare tutta la differenza del mondo e possa portarvi sulla strada per raggiungere i vostri obiettivi.

La passività difficilmente vi farà ottenere qualche risultato, per cui analizzate le situazioni che vi si pongono davanti e valutate quello che può accadere se fate una domanda, se decidete di agire. Se concretamente il risultato peggiore che potete ottenere è lo stesso in cui incappereste non ponendo la domanda o rimanendo immobili allora FATELA, non restate fermi!

Il vostro restare zitti ed il vostro decidere di non agire vi sta solo facendo perdere qualche opportunità, state gettando il Gratta e Vinci nel cestino senza averlo nemmeno grattato.

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