Autostima - che cos'è e perché ne hai meno di quanta dovresti

Autostima: che cos’è e perché ne hai meno di quanta dovresti

Uno dei problemi più grandi che ogni persona si trova ad affrontare nel corso della propria vita è quello legato alla carenza o mancanza di autostima e alla conseguente ricerca di un metodo per crearsela o aumentarla. Esiste un momento della vita che accomuna in tal senso tutti: l’adolescenza. Questo periodo della vita rappresenta infatti un momento di passaggio durante il quale tutti gli esseri umani, dal primo all’ultimo, passano per la difficile fase della non accettazione si sé stessi e del non sentirsi adeguati e all’altezza di nulla.

Perché sono partito dall’adolescenza?

Per mettere in chiaro che anche la persona che per voi rappresenta il punto di riferimento in fatto di autostima ha passato dei momenti nella propria vita durante i quali avrebbe preferito sparire dalla faccia della terra piuttosto che farsi vedere in giro, e quindi che la bassa autostima e la poca fiducia in sé stessi non sono necessariamente condizioni permanenti, ma devono invece essere dei momenti di passaggio che si possono e si devono superare.

Cosa si intende per autostima?

Se prendiamo un dizionario alla voce “Autostima” ci sarà la seguente definizione:

Stima di sé, valutazione positiva delle proprie capacità

E qui nasce il primo grande inghippo, dato che si considera nel pensare comune l’autostima quale “valutazione positiva” delle proprie capacità. Quindi implicitamente seguendo la definizione da dizionario se autovalutandomi dovessi rendermi conto di avere alcune mancanze dovrei avere una bassa autostima.

Prendo ad esempio l’articolo di qualche settimana fa circa l’iniziare a parlare inglese perché, ragionando in base alla definizione appena citata, se sapeste parlare un inglese appena discreto e vi trovaste a vivere all’estero la vostra autostima finirebbe sotto i tacchi dopo 5 minuti netti dato che vi trovereste circondati da persone che parlano un inglese che (alle vostre orecchie) sarebbe fluente ed impeccabile mentre voi sareste in grado solamente di dire frasi semplici e non troppo articolate.

Sarebbe giusto questo vostro modo di pensare?

Certo che no.

Cosa deve essere realmente l’autostima?

E allora cosa deve essere realmente l’autostima?

Semplicemente:

l’accettazione delle proprie capacità e la volontà di migliorare le proprie lacune.

Ogni persona ha delle caratteristiche personali e soprattutto delle attitudini che la identificano e che, nella maggior parte dei casi, non rientrano in quelle che sono le categorie che il mondo usa per classificare le persone.

Provate a pensare solo a come viene determinato il QI degli esseri umani tramite esercizi di logica matematica e spaziale. Eppure esistono decine di tipi diversi di intelligenza (chi dice 7, chi dice 9 e chi dice molti molti di più) ma un ragazzo che dovesse fare il test del QI con scarsi risultati si sentirebbe stupido e perderebbe molta autostima basandosi solamente su uno dei tantissimi aspetti del proprio essere.

Quante altre capacità e abilità esistono al mondo?

Provate ad immaginare una serata con i vostri amici o le vostre amiche dedicata a parlare di frivolezze, calcio, musica, makeup, quello che più vi interessa.

Continuate il gioco e provate ad immaginare che si unisca al vostro gruppo anche Bill Gates e che voi decidiate di parlare tutta la serata in italiano. Il buon Bill ovviamente non capirà una singola parola e vi guarderà tutta la sera con un’espressione inebetita. Si tratta dell’uomo più ricco e di successo del pianeta, eppure non è in grado di parlare in italiano e di comprendere discorsi frivoli. La sua autostima ne risentirà? Ovviamente no. E allora perché dovrebbe risentirne la vostra nell’esempio precedente nel quale state vivendo all’estero?

Vi faccio qualche altro esempio, questa volta basato su me stesso.

Io penso di essere la persona con meno senso dell’orientamento del mondo. Seriamente, credo che la parte del cervello deputata all’orientamento sia totalmente assente nella mia scatola cranica. Dovrei avere una bassa autostima per questo? Ovviamente no, cerco di avere sempre a portata di mano un navigatore e di segnarmi bene le strade che dovrò fare quando non sono quelle a me già note. E quando sbaglio ugualmente direzione nonostante tutti questi aiuti mi faccio una risata (magari non troppo divertita se sono in ritardo).

Allo stesso modo sono una frana, più o meno grande, in tante altre attività ma lo accetto, cerco di migliorare dove è possibile, e soprattutto dove è utile, e non ho una cattiva idea di me stesso per le mie lacune.

Attenzione perché in un sito dedicato alla crescita personale questa potrebbe suonare come l’elogio della mediocrità e dell’immobilismo quando non è assolutamente così.

Come unire autostima e crescita personale

Torniamo ancora una volta all’esempio del vivere all’estero. Non ci si deve sentire fuori luogo una volta arrivati per il livello del proprio inglese ma da quel momento in avanti si deve fare quanto nelle proprie possibilità per migliorarlo perché essere nella stessa situazione sei mesi dopo il proprio arrivo non sarebbe più accettazione della propria situazione ma rassegnazione alla propria situazione.

Sono due concetti molto differenti.

Il bello di un percorso di crescita personale è sapere che si hanno dei difetti o delle lacune e fare di tutto per migliorare quelli che si ritengono essere i più importanti.

Per questo motivo dovreste avere maggiore autostima, dovreste accettare maggiormente i vostri “meno”, perché state lavorando per migliorarli all’interno di un percorso. E se alcuni “meno”, come il mio senso dell’orientamento, non sono basilari per la vostra vita e la vostra crescita personale allora fregatevene e fatevi una risata.

Il primo passo per migliorarsi è non avere paura dei propri difetti, non nasconderli e soprattutto non esserne schiavi.

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