6 consigli per essere un capo migliore

6 consigli per essere un capo migliore

Se nel vostro lavoro dovete gestire una o più persone (o risorse come va di moda chiamarle adesso) allora probabilmente vi sarete posti la fatidica domanda:

“Come potrei essere un capo migliore?”

Se non ve la siete mai posta, fidatevi, c’è qualcosa che non va.

Questo articolo è quindi dedicato a tutti i “capi” che stiano cercando di migliorarsi, e può essere utile anche per capire come si sta comportando il proprio capo per tutti quelli che ne hanno uno.

I consigli che seguono sono frutto di anni di osservazione delle dinamiche interne alle aziende e di come i comportamenti dei superiori possano influire in positivo o in negativo sulla motivazione e quindi sul rendimento dei propri collaboratori.

Sfrutta i punti di forza e migliora i punti deboli

Ogni persona ha dei punti di forza e dei punti di debolezza, delle cose che gli riescono molto bene e aree nelle quali invece è carente e che vanno migliorate.

Per riuscire in questo obiettivo di miglioramento è indispensabile far leva con decisione sui punti di forza, far guadagnare sicurezza e da quella partire per guidare il percorso di crescita dei tuoi collaboratori.
Se una persona che lavora con te è molto brava a preparare delle presentazioni, ma fatica poi quando si tratta di esporle ai clienti, non ha senso ed utilità gettarlo nella mischia e darlo in pasto alla platea costringendolo ad esporre. Al tempo stesso è però limitante far preparare solo la presentazione senza coinvolgere per nulla la persona in una fase successiva.
Un modo per sfruttare i punti di forza e al tempo stesso migliorare quelli deboli potrebbe essere quello di far preparare la presentazione, portare il collaboratore dal cliente e fare in modo che debba esporre solo una piccola parte, possibilmente verso la fine e solo se le cose stanno andando per il verso giusto.

Piano piano puoi usare come punto di partenza ciò che la persona sa fare bene, costruendo in questo modo dei successi intermedi e aumentando gradualmente le responsabilità del collaboratore, portandolo fino al punto in cui non sarà in grado di gestire autonomamente tutto il processo.

Valorizza il lavoro fatto

Una delle cose che in assoluto da più fastidio a qualsiasi dipendente è quando il proprio responsabile si prende il merito del lavoro fatto.

Non cadere in questa trappola, se un tuo collaboratore ha svolto un lavoro per te fai in modo di riconoscerne i meriti, non di prenderli tu al posto suo. Se ha risolto una grana con un cliente, semplificato un processo, svolto un lavoro nella metà del tempo richiesto oltre a complimentarti con lui, quando possibile, fai in modo che si sappia.

Quante volte nelle aziende si vedono dei responsabili che ricevono documenti, presentazioni etc. realizzate dai propri collaboratori e le fanno circolare o le presentano come se invece fossero loro?

Atteggiamenti simili sono controproducenti per più di un motivo. Innanzitutto danno alle persone che lavorano per te un segnale di tua grande debolezza, come se tu temessi chi ti sta sotto. Inoltre abbassano nel tempo il livello qualitativo del lavoro dei collaboratori che inizieranno a pensare “tanto farà finta che sia suo, chi se ne frega se non è perfetto”. Infine ti costringono a conoscere tutto ciò che è stato fatto, fin nei minimi dettagli, oberandoti così di attività quando avresti potuto concentrarti sugli aspetti principali del lavoro e lasciare quelli più operativi ai tuoi collaboratori.

Proteggi dall’esterno ma fatti valere internamente

Un collaboratore si deve sentire sempre protetto dal proprio capo. Questo vuol dire che devi essere uno scudo dagli attacchi e dalle pressioni esterne facendo in modo che nessuno si possa permettere di criticare il lavoro fatto da un tuo collaboratore senza prima passare da te.
Questo significa in un secondo momento farti valere, anche in maniera non leggera, quando ci sono errori e lavori fatti male o in ritardo. Ma devi essere tu, non qualcun’altro, a redarguire i tuoi collaboratori. Ti assicuro che quando un dipendente si sente protetto dal proprio capo e sa che questo è disposto a lottare per lui diventa molto più incline ad accettare le critiche e soprattutto raddoppia l’impegno per evitare problemi al proprio responsabile. Il dipendente invece non accetta e non rispetta un capo che sia debole con i forti (i propri superiori e gli altri uffici) e forte con i deboli (i collaboratori).

Delega il più possibile

Un falso mito è quello che un buon capo debba sapere tutto delle questioni operative relative al lavoro svolto dai propri dipendenti.

Niente di più sbagliato!

Per essere un buon capo devi sicuramente conoscere le attività e le problematiche che fronteggiano i tuoi collaboratori, ma non devi per forza essere in grado di entrare nelle questioni più strettamente operative. Il tuo valore come capo si misura sulla capacità di motivare i collaboratori e tirare fuori il meglio da loro, non sul fatto che tu sappia o meno come usare alla perfezione quel software o che ricordi a memoria tutti i codici interni di classificazione dei vostri clienti.
Ogni volta che ti è possibile delega le questioni più operative a chi sta sotto di te e dedicati invece a fare in modo che la “macchina” che stai guidando funzioni al meglio. Assicurati che i tuoi collaboratori siano nelle condizioni migliori per lavorare e che l’output fornito sia di livello qualitativo superiore, e non ti occupare invece di fare il lavoro al posto loro.

Parla chiaro ma adattati anche alle esigenze

Non aver mai paura di dire le cose come stanno, ma fallo con intelligenza. Se pensi che un tuo collaboratore passi troppo tempo alla macchinetta del caffè chiediti prima quale sia la qualità del suo lavoro. Riesce a fare tutto perfettamente? Allora probabilmente quelle pause gli servono per mantenere eccellente il livello del suo lavoro. Se invece i risultati non sono soddisfacenti non aver paura a parlarne direttamente, prendi il collaboratore in disparte ed esponi quello che pensi in maniera chiara. Non fare battutine e non lanciare frecciatine davanti a tutti, perché quelle servono solo a generare rabbia e incomprensioni.
Al tempo stesso cerca di adattarti alle esigenze dei tuoi collaboratori e a tirare fuori il meglio da loro. Se una collaboratrice ha un figlio da seguire e non può mai fare straordinari è inutile che tu la attacchi o la faccia sentire per questo dalla parte del torto. Cerca di ottenere da lei il massimo nelle ore in cui è a disposizione e ricorda sempre che una dipendente che si sente capita dal proprio capo sarà molto più produttiva durante la giornata di quanto non lo sia una che si senta colpevolizzata

Ricorda che devi essere sempre sostituibile

La somma di tutti questi consigli porta direttamente all’ultimo e più importante suggerimento che si possa dare ad un capo, ossia il poter essere sempre sostituibile da uno dei propri collaboratori.

Non cercare invece mai di renderti insostituibile, non lavorando per il miglioramento delle persone, non delegando e non condividendo gli obiettivi, perché chi agisce in questo modo è solamente schiavo della propria insicurezza. Un bel giorno potrebbe esserci una posizione interessante in azienda per la quale vorresti candidarti, magari anche essendo il più qualificato dell’azienda. Ma se non ti sei reso sostituibile da uno dei tuoi collaboratori come potranno i tuoi superiori spostarti dal ruolo che ricopri?

Se hai azzerato la visibilità di chi sta sotto di te come puoi sperare che l’azienda dia a qualcuno che non conosce una posizione di responsabilità?

E anche se sei tu in cima alla piramide, come potrai affrontare un periodo di difficoltà durante il quale, magari, non potrai essere presenti a lavoro? Come andrà avanti il tutto senza di te se nessuno è in grado di sostituirti? Veramente vuoi essere costretto ad andare a lavorare con 40 di febbre o con un braccio rotto?

Conclusioni

Questi consigli vanno applicati ogni giorno e potranno portare i risultati nel medio-lungo periodo, perché la relazione di stima e di fiducia reciproca non la si può costruire in una settimana. L’unico modo che hai per essere un buon capo è quello di prenderti le tue responsabilità, proteggere i tuoi collaboratori e favorire la loro crescita perché la tua posizione di leadership sarà tanto forte quanto il supporto che avrai e che saprai dare a chi sta sotto di te.

®RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave A Response

* Denotes Required Field